Spazi per la cultura, Caruso replica agli scrittori: «Il Palacultura aperto tutto l’anno»

Portare il “Maggio dei Libri” oltre il mese di maggio e trasformarlo in un’opportunità permanente per chi vuole presentare libri e iniziative culturali. È la proposta dell’assessore alla Cultura Enzo Caruso, che interviene dopo le osservazioni del Collettivo Scrittori Messinesi sul rapporto tra istituzioni, spazi pubblici e lavoro culturale.

Il punto della discussione è preciso. Gli scrittori contestano l’idea che professionisti e operatori culturali possano essere chiamati a mettere gratuitamente a disposizione competenze, tempo e preparazione. La gratuità, sostengono, non dovrebbe riguardare il lavoro di chi fa cultura, perché anche scrivere, organizzare, presentare e mettere a disposizione competenze sono attività professionali.

Caruso porta invece la questione su un piano differente: la gratuità dello spazio pubblico non equivale alla gratuità del lavoro culturale.

La proposta dell’assessorato è infatti quella di mettere a disposizione per tutto l’anno alcuni spazi del Palacultura, con le relative dotazioni tecniche, come microfoni e videoproiettore, per consentire la realizzazione di presentazioni e iniziative senza il costo dell’affitto della sala.

Ed è proprio qui che la distinzione diventa sostanziale. Una cosa è chiedere a un professionista di svolgere gratuitamente un’attività per conto dell’Amministrazione; altra cosa è consentirgli di utilizzare gratuitamente una struttura pubblica per presentare il proprio lavoro. Nel primo caso si parla di una prestazione professionale; nel secondo di una risorsa che il Comune decide di mettere a disposizione della città.

In altre parole, non viene chiesto allo scrittore di scrivere gratuitamente un libro, all’artista di realizzare un’opera senza compenso o al professionista di offrire una consulenza. Viene offerta una sala nella quale quel lavoro possa essere presentato al pubblico, eliminando almeno uno dei costi che normalmente accompagnano l’organizzazione di un evento.

Caruso richiama anche la necessità di individuare criteri e credenziali per le iniziative che verranno ospitate, così da costruire un calendario qualificato e coerente. Una programmazione che si affianca alle attività già portate avanti dalla Biblioteca comunale e dall’assessorato.

Il nodo, quindi, non è soltanto quanto valga il lavoro culturale, ma anche quale forma debba assumere il sostegno delle istituzioni. E in questo senso la disponibilità gratuita di uno spazio pubblico rappresenta già una possibilità concreta: consente a chi produce cultura di presentare il proprio lavoro senza dover sostenere anche il costo della struttura, lasciando distinto il tema dell’eventuale compenso per una prestazione professionale.

È una distinzione che restituisce alla proposta dell’assessorato il suo significato più semplice e concreto: aprire un luogo pubblico alla cultura, anziché trasformare ogni utilizzo dello spazio in un costo per chi lo utilizza.

Il “Maggio dei Libri” esteso all’intero anno diventa così più di un calendario di appuntamenti. Diventa la possibilità di fare del Palacultura uno spazio realmente accessibile alla produzione culturale della città, con criteri e modalità da definire, ma con un principio già tracciato: la cultura può essere sostenuta anche mettendo a disposizione ciò che un’amministrazione possiede, senza che questo significhi svalutare il lavoro di chi quella cultura la produce.

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