Messina: trafugate tre tavole del Polittico di San Gregorio, il capolavoro di Antonello e una tavoletta bifronte per un valore di circa cinquanta milioni di euro

Nel cuore della notte del 15 agosto, mentre Messina si lasciava abbracciare dall’Assunta nella festa iconica della Vara, nel Museo Regionale Maria Accascina si compiva il furto di tre tavole del Polittico di San Gregorio di Antonello da Messina e una tavoletta bifronte. Un’opera che non è soltanto una straordinaria testimonianza della pittura rinascimentale, ma rappresenta un momento fondamentale nella maturazione artistica di uno dei più grandi maestri della storia dell’arte italiana.

Una ferita lacerante e profonda colpisce Messina e il patrimonio artistico italiano. I ladri sono riusciti a entrare nelle sale del Museo Regionale Accascina, eludendo i sistemi di allarme e le misure di sicurezza, e hanno portato via un pezzo della cultura e della storia di Messina che il Museo Maria Accascina era riuscita a recuperare dopo il terremoto del 1908.

Il bottino stimato in circa 50 milioni di euro, probabilmente studiato nei minimi dettagli e programmato per essere effettuato proprio nella notte in cui Messina stava chiudendo i festeggiamenti dell’Assunta con la Vara ferma a Piazza Duomo.

Messina subisce, ancora una volta, un colpo mortale alla propria memoria. Il Polittico di San Gregorio è una delle opere simbolo della città ed è considerato l’unico dipinto di Antonello rimasto nella sua città natale.

La direttrice del Museo Marisa Mercurio, ha tenuto a precisare che “originariamente il polittico era composto da sei tavole: al centro la Madonna col Bambino, ai lati San Gregorio e San Benedetto, mentre nella parte superiore comparivano l’Angelo Annunciante e la Vergine Annunciata”.

Marisa Mercurio, profondamente commossa e amareggiata, ha affermato che “il furto rappresenta una grande perdita non solo per l’istituzione regionale, per la città, la comunità ma anche per il mondo intero”.

Ancora, la direttrice ci ha parlato “di una sesta tavola, che doveva raffigura il Cristo morto sorretto dagli angeli ma, questa è andata perduta”.

L’assessore alla cultura del comune di Messina Enzo Caruso, in rappresentanza del sindaco Federico Basile, “ha manifestato grande tristezza nel constatare che la “sottrazione assume un peso ancora maggiore perché il Polittico racconta un momento fondamentale della pittura rinascimentale siciliana e della città di Messina che era riuscita a recuperarla dopo il tremendo terremoto del 1908”.

L’assessore Caruso ha concluso dicendo che “Antonello da Messina è una presenza significativa legata alla città, alla sua storia e alla sua identità culturale”.

Le forze dell’ordine hanno avviato le indagini per ricostruire la dinamica dell’incursione e individuare i responsabili. Il Museo Maria Accascina rimarrà chiuso fino a martedì; ci si augura che le indagini possano portare rapidamente al recupero delle opere e alla restituzione a Messina di un patrimonio che, per il suo valore storico e culturale, appartiene all’intera comunità.

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