Messina, un secolo di storia racchiuso in un simbolo: la Vara

Il centenario della Vara rappresenta per Messina un momento nel quale memoria, identità e futuro si incontrano e assumono un valore che supera la dimensione della semplice celebrazione.

Il sindaco Federico Basile e l’assessore alla cultura Enzo Caruso hanno sottolineato “il particolare significato della ricorrenza, che affonda le proprie radici nella storia della città e, soprattutto, nella straordinaria capacità della comunità messinese di rialzarsi dopo la tragedia del terremoto del 1908”.

Nel 1926, a diciotto anni dal sisma, furono i messinesi a voler nuovamente la “passeggiata” della Vara.

In una città ancora segnata dalla distruzione e dal dolore, ha dichiarato il sindaco Basile, “quella scelta assunse un valore che andava oltre la tradizione: rappresentò la volontà di restituire alla comunità uno spazio di incontro, di appartenenza e di fiducia. La Vara tornava a percorrere le strade di Messina come segno di una città che voleva tornare a riconoscersi, a ritrovarsi e a progettare il proprio domani”.

È proprio in questa prospettiva, ha detto l’assessore alla cultura Enzo Caruso,“che il centenario acquista oggi una particolare rilevanza istituzionale e culturale. Ricordare il 1926 significa riconoscere nella storia della Vara una parte essenziale della storia della città e, insieme, valorizzare la forza di una tradizione che ha attraversato trasformazioni, generazioni e momenti difficili senza perdere il proprio significato”.

Il sindaco Federico Basile, con forza, ha affermato che, “la Vara appartiene alla memoria di Messina, ma appartiene anche al suo futuro. La sua forza risiede nella capacità di unire la dimensione della fede con quella della cultura, la memoria individuale con quella collettiva, la storia con la contemporaneità”.

A cento anni da quella ripartenza, ha concluso il sindaco, “la città è chiamata ancora una volta a leggere la propria tradizione non come un semplice ricordo, ma come un patrimonio vivo. Un patrimonio capace di trasmettere alle nuove generazioni un messaggio universale: dalle ferite della storia può nascere la forza per ricostruire, ritrovare la propria identità e continuare a guardare al futuro con speranza”.

Ancora, l’assessore Caruso ha ricordato che “il significato del centenario assume una particolare profondità se rapportato alla vicenda della Messina del dopo terremoto. Nel 1908 la città fu devastata da una delle più tragiche catastrofi della storia italiana. Eppure, pochi anni dopo, la comunità messinese seppe trovare nella propria identità e nelle proprie tradizioni gli strumenti per ricostruire non soltanto gli edifici, ma anche un senso di appartenenza e di fiducia nel futuro”. Fu nel 1926 che i messinesi vollero nuovamente la “passeggiata” della Vara”.

Quel gesto, apparentemente legato alla dimensione della tradizione religiosa e popolare, assunse allora un significato ben più ampio: riportare la Vara lungo le strade della città significava affermare la volontà di tornare a vivere, di ricomporre una comunità ferita e di guardare avanti senza rinunciare alla propria storia.

A cento anni da quella scelta, la Vara continua dunque a rappresentare un patrimonio identitario che appartiene all’intera comunità.

È memoria, fede, cultura e partecipazione; è il filo che unisce generazioni diverse e che consente alla Messina contemporanea di riconoscersi nella propria storia.

Per l’Amministrazione comunale, celebrare il centenario significa, quindi, assumere la responsabilità di custodire questa memoria e, al tempo stesso, proiettarla nel futuro. Perché una tradizione è veramente viva quando non si limita a ricordare ciò che è stato, ma diventa occasione per costruire consapevolezza, coesione e speranza per ciò che ancora deve essere.

Related posts