“Save The Date”, Federico Basile ha confermato le dimissioni irrevocabili da sindaco di Messina. Non una strategia politica ma un grande senso di responsabilità nei confronti dei cittadini e della città. Basile ha voluto ribadire che “la mancanza di una maggioranza solida in Consiglio comunale ha reso sempre più difficile portare avanti l’azione amministrativa; una situazione di stallo che ha progressivamente rallentato l’attività di governo della città, rendendo complesso l’approvazione dei provvedimenti utili per la programmazione futura”.
Adesso si è ufficialmente aperta una nuova fase politica; elezioni già fissate per il 24 e 25 maggio, con eventuale ballottaggio il 6 e 7 giugno. Le critiche provenienti sia dai partiti di centrodestra che di quelli di centrosinistra, “mettono in evidenza una mossa studiata per forzare il ritorno anticipato alle urne; decisione che ipotizzerebbe la vittoria delle elezioni e il relativo premio di maggioranza”. Federico Basile, “senza falsa modestia, ha dichiarato di aver governato molto bene tanto che oggi, Messina è una città trasformata e proiettata nel futuro”.
Al di là delle polemiche, resta un dato difficilmente contestabile: sotto la guida di Federico Basile, la città ha conosciuto una stagione di profondo rinnovamento; ha portato a termine numerosi interventi strategici, dalle opere pubbliche alla riqualificazione urbana, fino ai progetti di innovazione che hanno collocato il Comune tra le realtà più dinamiche e all’avanguardia a livello nazionale. Un lavoro riconosciuto anche fuori dai confini cittadini, che ha contribuito a rafforzare l’immagine della città tra le migliori esperienze amministrative italiane.
È proprio questo elemento che, a detta degli avversari politici, “rende più aspra la lettura politica delle dimissioni. Secondo i partiti di centro destra e di centro sinistra, il sindaco avrebbe scelto di capitalizzare i risultati ottenuti interrompendo anticipatamente il mandato, puntando su un ritorno al voto per rimettere la parola agli elettori. Una strategia che trasformerebbe una crisi politica irrisolta in un’operazione di rilancio personale”.
Cateno De Luca ha voluto sottolineare come “le elezioni anticipate rappresentano sempre un passaggio delicato per la vita democratica di un Paese. La campagna elettorale che segue dovrebbe essere improntata a responsabilità, chiarezza e rispetto. E invece, troppo spesso, diventa terreno fertile per lo sciacallaggio politico”.
Invece di concentrarsi sui programmi, ha detto Cateno De Luca, “sulle soluzioni concrete ai problemi strutturali della città e su una visione di lungo periodo, il dibattito portato avanti dagli “scarti” della politica, viene piegato alla logica dello scontro personale”.
Errori reali o presunti, ha proseguito Cateno De Luca, “vengono strumentalizzati, diventano armi retoriche. Il risultato è una narrazione tossica che alimenta la sfiducia mettendo in crisi i cittadini i quali, stanno vedendo la loro città trasformata, più attrattiva e inclusiva”.
Questo sciacallaggio politico, ha dichiarato De Luca, “si manifesta con uno pseudo malcontento, senza offrire alternative credibili. Si punta il dito contro l’avversario, si enfatizzano certi risultati, ma si tace sulle proprie responsabilità passate o sulle proposte che si intendono portare avanti”.
Una competizione elettorale matura, ha affermato Federico Basile, “dovrebbe invece rimettere al centro i contenuti i diritti e la coesione sociale. Temi che richiedono serietà, competenza e capacità di confronto. Non si tratta di eliminare il conflitto, che è parte integrante della politica, ma di elevarne il livello, spostandolo dal piano della delegittimazione personale a quello delle idee”.
Le elezioni anticipate richiedono maturità politica, una campagna elettorale civile, fondata sul confronto delle idee e sull’impegno concreto per la città e per i cittadini, nel pieno rispetto del ruolo pubblico che si è chiamati a svolgere.
