L’arcivescovo di Messina mons. Giovanni Accolla, durante lo scambio degli auguri con la stampa, ha voluto ricordare “Maria soprattutto in questo particolare momento storico segnato da profonde ferite: guerre, crisi ambientali, disuguaglianze sociali, solitudini interiori e una crescente difficoltà nel comunicare in modo autentico”.
L’umanità sembra spesso parlare molto ma ascoltare poco, reagire invece di dialogare, contrapporsi invece di incontrarsi. In questo scenario complesso e fragile, ha detto mons. Accolla, “la figura di Maria emerge come un riferimento luminoso: madre dell’ascolto, donna del dialogo, presenza silenziosa ma profondamente attiva nella storia della salvezza”.
Nei Vangeli, ha ricordato l’arcivescovo, “Maria appare innanzitutto come colei che ascolta. L’episodio dell’Annunciazione è emblematico: Maria accoglie la parola dell’angelo non con superficialità, ma con un ascolto profondo, fatto di domande, discernimento e fiducia. Il suo “eccomi” non è un gesto automatico, ma il frutto di un cuore capace di mettersi in relazione con Dio”.
Questo atteggiamento di ascolto è quanto mai necessario oggi.
L’arcivescovo mons. Giovanni Accolla ha affermato che, “Maria ci insegna l’ascolto vero che richiede silenzio interiore, pazienza e apertura. Solo ascoltando si può comprendere, e solo comprendendo si può costruire qualcosa di nuovo”.
Mons. Accolla ha ricordato che per Papa Giovanni Paolo II, “la figura di Maria occupa un posto centrale nel mistero della Natività e, di conseguenza, nel significato profondo del Natale”.
Non si tratta solo di una presenza storica o affettiva, ma di un ruolo teologico e spirituale essenziale nel progetto di salvezza.
Il Natale, ha ricordato l’arcivescovo, “non è solo la nascita di Gesù, ma anche il frutto della fede di Maria, che accoglie Dio nella propria vita e nel proprio corpo”.
Concludendo mons. Accolla riprendendo le parole di San Giovanni Paolo II, ha affermato che “Maria è davvero al centro della Natività e del Natale perché è il punto d’incontro tra Dio e l’umanità. Attraverso di lei, il mistero dell’Incarnazione diventa vicino, concreto e accessibile. Contemplare Maria nel Natale significa riscoprire il cuore stesso della fede cristiana: un Dio che si affida all’uomo e chiede di essere accolto con amore”.
