Una giornata all’insegna del divertimento, della condivisione e dell’inclusione ha visto protagonisti un gruppo di persone non vedenti di Messina, che ha trascorso alcune ore presso un Acqua Park di Cefalù, può diventare anche un’occasione per riflettere su temi importanti come l’inclusione, la parità dei diritti e il superamento dei fattori che ancora oggi possono creare esclusione sociale.
Tra scivoli, piscine e momenti di relax, ci ha dichiarato il presidente dell’UICI Costantino Mollica, “i partecipanti hanno avuto l’opportunità di condividere un’attività ricreativa in un contesto accogliente e accessibile, dimostrando come il diritto al tempo libero debba essere garantito a tutti, senza barriere. L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di aggregazione, durante il quale il divertimento si è intrecciato con valori quali la solidarietà, la collaborazione e il rispetto reciproco”.
Accompagnati da genitori, volontari e amici, ha affermato la psicologa ed ideatrice del progetto “Acqua e vulcano: esperienze multisensoriali di autonomia e scoperta” Simona Ceraolo, “i partecipanti hanno affrontato con entusiasmo le diverse attrazioni del parco acquatico, vivendo un’esperienza che ha favorito l’autonomia personale e rafforzato il senso di appartenenza al gruppo. Il sorriso, l’entusiasmo e la voglia di mettersi in gioco hanno caratterizzato l’intera giornata, confermando quanto sia importante creare occasioni di inclusione reale”.
L’obiettivo, ha detto la psicologa dell’UICI di Messina, “è contribuire, giorno dopo giorno, alla costruzione di una società di uomini e donne sempre meno condizionati dai fattori di esclusione e sempre più consapevoli del valore dell’uguaglianza nei diritti e nei doveri. Un percorso che passa anche attraverso esperienze concrete di condivisione, capaci di abbattere pregiudizi, favorire relazioni e promuovere una maggiore consapevolezza sociale”.
Eventi di questo tipo, ha dichiarato Ceterina Vinci mamma del giovane Peniel, “contribuiscono a superare stereotipi, dimostrando che la disabilità non deve rappresentare un limite alla partecipazione alla vita sociale e ricreativa. Rendere accessibili luoghi di svago significa promuovere una cultura dell’accoglienza, nella quale ogni persona possa vivere esperienze significative e condivise”.
Il tempo libero, ha proseguito la psicologa Simona Ceraolo, “non è un lusso, ma una componente essenziale della qualità della vita. Investire in iniziative inclusive significa costruire una comunità più attenta ai bisogni di tutti, capace di valorizzare le differenze come una ricchezza e non come un ostacolo”.
La giornata trascorsa all’Acqua Park, ha concluso la Ceraolo, “resterà certamente un ricordo speciale per tutti i partecipanti, ma rappresenta anche un messaggio importante per l’intera collettività: una società realmente civile si misura dalla capacità di garantire a ciascuno pari opportunità di svago, partecipazione e benessere. Perché l’integrazione non si realizza soltanto attraverso le parole, ma soprattutto creando occasioni concrete di incontro, condivisione e inclusione”.
È proprio da esperienze semplici e concrete come questa che può nascere un cambiamento culturale più ampio: dalla possibilità di stare insieme senza barriere, dalla valorizzazione di ogni persona e dalla convinzione che una comunità più inclusiva sia una comunità più forte, più consapevole e più giusta.
