Un giorno di San Valentino particolare, fuori dagli schemi tradizionali, come fuori dagli paradigmi è stato l’incontro organizzato dal leader di Sud chiama Nord Cateno De Luca nella Galleria Vittorio Emanuele.
Al suo fianco il sindaco di Messina Federico Basile sempre molto composto ma determinato nell’invitare i cittadini a riconfermare la fiducia ricevuta nel 2022, per iniziare la “Fase 3” del suo progetto per la città.
Cateno De Luca non ha risparmiato attacchi diretti sia a Pino Galluzzo di Fratelli d’Italia che, a Marcello Caruso segretario regionale di Forza Italia.
Proprio Marcello Caruso, ha ricordato Cateno De Luca, “è stato uno di quelli che ha fatto rompere il “patto di non belligeranza” concordato con il presidente della regione Renato Schifani”.
“NO AI RICATTI” ha urlato De Luca, informando come “Caruso abbia chiesto quattro assessorati nella Giunta di Basile in cambio dell’ingresso in giunta regionale di Danilo Lo Giudice”.
Altro attacco diretto a Pino Galluzzo reo di “non sapere come la città di Messina, in questi anni, abbia ottenuto oltre 136 milioni di euro grazie all’impegno di Cateno De Luca e di Sud chiama Nord”.
Costruire una città nuova, ha detto Cateno De Luca, “significa prima di tutto avere il coraggio di immaginarla diversa. Significa rompere gli schemi consolidati, superare le logiche del passato e rifiutare quei compromessi che troppo spesso svuotano di senso i progetti migliori”.
Per farlo, ha proseguito De Luca, “serve una scelta netta: non accettare ricatti politici”.
“Messina non si tocca” ha gridato il leader di Sud chiama Nord, “continueremo a difendere a tutti i costi la città, continueremo con il cambiamento”.
I ricatti, ha proseguito Cateno De Luca, “si insinuavano, nei “sì, però”, nel “ti sostengo se…” etc. È in questi passaggi, che si decide il destino di una visione. Cedere significa trasformare un’idea innovativa in un mosaico di concessioni, dove ogni pezzo risponde a un interesse particolare invece che al bene collettivo”.
Una città davvero nuova non nasce dall’equilibrio fragile tra pressioni contrapposte, ma da una direzione chiara e coerente.
Proprio avendo ben chiara questa visione, ha detto il leader di Sud chiama Nord, che “De Luca prima e Basile dopo, hanno cambiato il volto di Messina progettando e realizzando spazi pubblici inclusivi, servizi efficienti, mobilità sostenibile, politiche abitative accessibili. Vuol dire mettere al centro le persone e non i gruppi di potere”.
I risultati più significativi, ha proseguito Cateno De Luca, “sono le partecipate come la Messina Social City, modello nazionale di gestone di servizi a favore delle persone, l’ATM una delle migliori aziende del trasporto pubblico in Italia, la Messina Servizi Bene Comune che ho consentito di raggiungere il 65% di raccolta differenziata, prima nel meridione d’Italia ed una delle migliori in Italia, l’AMAM, la Patrimonio, Arisme etc..”
Non avendo accettato il ricatto politico, ha detto Cateno De Luca, “ha portato Federico Basile a rassegnare le dimissioni per “andare avanti”, per “proseguire con il progetto iniziale senza snaturarlo”.
Cateno De Luca ha concluso affermando che “un’idea di città fuori dagli schemi richiede coerenza, trasparenza e responsabilità. Richiede anche la disponibilità a pagare un prezzo politico nel breve periodo per difendere un valore nel lungo termine. Ma è proprio questa fermezza che costruisce credibilità e fiducia nei cittadini”.
