Oggi, venerdì 13 febbraio alle ore 21 e domenica prossima alle ore 17:30 il sipario del Teatro Vittorio Emanuele si alzerà su Turandot, il capolavoro incompiuto di Giacomo Puccini, tra le opere più amate e spettacolari del repertorio lirico.
Una curiosità: si legge Turandot con la t finale ben pronunciata, secondo la dizione italiana voluta da Puccini, e non “Turandò” alla francese — un dettaglio non secondario per gli appassionati e per il rispetto della tradizione esecutiva.
Ambientata in una Pechino imperiale e fiabesca, l’opera racconta la storia della principessa Turandot, che sottopone i suoi pretendenti a tre enigmi mortali: chi fallisce viene giustiziato. Il principe Calaf riesce a risolverli, ma la principessa, gelida e crudele, rifiuta di concedersi; sarà il sacrificio della dolce Liù e la forza dell’amore a sciogliere il cuore della principessa nel celebre finale sulle note di “Nessun dorma”.
Sul palco un cast di grande rilievo: Daniela Schillaci affronterà il ruolo impervio di Turandot con voce ampia, luminosa e penetrante, capace di restituire tanto la fierezza quanto le sfumature più intime del personaggio. Zi-Zhao Guo darà vita a un Calaf di slancio eroico, sostenuto da un timbro generoso e da acuti sicuri. Desirée Rancatore, nei panni di Liù, ruolo con intensità espressiva e morbidezza di fraseggio, offrendo momenti di autentica commozione.
Solide e ben caratterizzate anche i personaggi di Abramo Rosalen (Timur), Luca Bruno (Ping), Raffaele Feo (Pong), Orlando Polidoro (Pang) e Vincenzo Crucitti (Imperatore Altoum), Guido Dazzini (un Mnadarino), Gabriella Grassi (Prima ancella), Giusy Lorizio (seconda ancella), Davide Scigliano (Il Principe di Persia) che contribuiranno a rendere compatta e convincente l’intera compagnia.
La regia è firmata dal Maestro Carlo Antonio De Lucia, mentre la direzione d’orchestra è affidata al Maestro Carlo Palleschi, attento a valorizzare i colori orchestrali e le dinamiche drammatiche della partitura pucciniana. Sarà L’Orchestra del Vittorio Emanuele.
Fondamentale il contributo del Coro Lirico “F. Cilea”, diretto dal maestro Bruno Tirotta, che si è sempre distinto per compattezza, omogeneità timbrica, precisione ritmica e potenza sonora. Il coro si rivela compatto, vigoroso, incisivo e scenicamente partecipe, capace di passare con duttilità dai momenti solenni e monumentali alle pagine più liriche e suggestive, sostenendo con energia, equilibrio e intensità teatrale i grandi quadri collettivi dell’opera.
Suggestivo anche l’intervento del Coro voci bianche “Biancosuono”, preparato da Agnese Carrubba, delicato, intonato e luminoso, capace di aggiungere una dimensione eterea e poetica alle scene d’insieme.
Un appuntamento atteso dal pubblico messinese, che potrà immergersi nelle atmosfere esotiche e nelle grandi arie di una delle opere più spettacolari del Novecento musicale.
Turandot incanterà Messina: al Teatro Vittorio Emanuele il capolavoro di Puccini
